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Avatar di Looygi

Quindici?!

Hai fissato una soglia troppo ottimistica!

Credo che la maggior parte delle persone faticherebbe enormemente ad arrivare a dieci, ed escludendo i big facili, ovvero i soliti noti, sarebbe impegnativo perfino ricordarsi di cinque giochi.

Possiamo trovare mille problemi alle conferenze di Geoff Keighley, ma il guaio di fondo è lo stato penoso dell'industria, di cui – come giustamente sottolinei – questi appuntamenti sono un riflesso, un emblema.

Non mi sento di incolpare troppo Geoff, che con i suoi occhi spenti e i suoi vacui sorrisi sembra il primo che durante i suoi stessi eventi vorrebbe essere altrove a fare altro; se il suo team non riesce a selezionare produzioni che spiccano per idee, personalità e innovazione, forse è perché tali produzioni di fatto non esistono, o sono incredibilmente rare.

In sostanza, quello che ci becchiamo è quello che passa il convento.

Storicamente, queste presentazioni non sono mai state granché in termini di spazio/ritmi/densità, incluse le più gloriose dell'E3 nella sua golden age: la loro qualità si è sempre misurata esclusivamente in funzione dell'importanza degli annunci.

Nella celebre conferenza Nintendo dell'E3 2004, un giovane e sfrontato Reggie Fils-Aime passava la parola a George Harrison (non quello dei Beatles ma il vicepresidente del marketing di Nintendo of America all'epoca), che per venti minuti si dilungava in prolisse analisi e proiezioni di mercato che con il senno di poi fanno sorridere, per via di quanto sono sbagliate.

Quella conferenza non si ricorda per la gestione dei suoi spazi/tempi, gli slot dedicati alle terze parti probabilmente erano gratis o forse anche no, ma non è importante: quella conferenza si ricorda perché, oltre allo storico reveal di Nintendo DS, tra i giochi mostrati c'erano Metroid Prime 2, Resident Evil 4, killer7, e ci fu l'iconico annuncio di Zelda: Twilight Princess.

Lo slogan di Nintendo durante l'evento era "we make games that make games worth playing".

È proprio questa la chiave: non riusciamo a ricordarci i giochi della Opening Night Live della Gamescom 2025 perché in fondo sappiamo già che, qualunque essi fossero, difficilmente si riveleranno "worth playing".

Avatar di Simone Baldetti 🎮📿

Hai proprio ragione, questo modello da "inserzionisti" rovescia la logica delle conferenza e forza a metterci dentro più giochi possibili. Ora, torno indietro di parecchio, ma ai tempi dell'E3 quando guardavi la conferenza dell'azienda X avevi il tempo di goderti il trailer del gioco di riferimento e anche perdere qualche secondo di tempo, e poi solo dopo ne arrivava un altro.

Qui no, diventa un'ipertrofia alla ricerca del profitto. Come la solito se non ci sono limiti, si fa più confusione che altro

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