Come i videogiochi raccontano e ci cambiano la vita
Come ci sono finite le storie dentro i videogiochi? Come si intersecano narrazione e interazione? E che impatto hanno su di noi?
Parecchi anni fa, rimasi sorpresa quando scoprii l’esistenza di L’Evoluzione del Serpente, un saggio dell’insostituibile Bruno Fraschini che approfondiva i temi e le riflessioni dietro la saga Metal Gear. «Esistono libri sui videogiochi?» mi dissi, provando a indagare su chi lo aveva pubblicato. Era edito da Unicopli.
Dubito che quella ragazzina avrebbe immaginato che, molti anni dopo, a fronte di una crescita della game culture, avrebbe parlato di videogiochi con un’uscita per quella stessa casa editrice – e invece eccoci qui!
Ludonarrazioni è in libreria, sia fisica che online, dal 30 marzo. Dopo avervi parlato tanto di libri sui videogiochi che vi raccomando di leggere, oggi provo brevemente a lasciarvi scoprire il mio, che si può riassumere con il titolo di questo articolo: un viaggio in come i videogiochi raccontano e ci cambiano la vita.
Non voglio che diventi una specie di papiro barboso, quindi lo strutturo mettendo insieme le domande che mi avete fatto al GioCoMix in occasione della presentazione e degli incontri successivi.
Cos’è Ludonarrazioni?
È un saggio, ma molto personale, in cui i temi sono affrontati mettendoli in relazione con l’esperienza diretta di chi li ha affrontati.
Mi piace definirlo una “lettera d’amore” che restituisce qualcosa a un medium, il videogioco, che mi ha dato tantissimo da quando ero bambina.
Ma di cosa parla?
L’idea è quella di un viaggio nella narrazione all’interno del videogioco. Si parte dal ricostruire come, di epoca in epoca, la presenza di un comparto narrativo abbia avuto un peso diverso nel videogioco.
Ripercorse le dinamiche storiche, si ragiona sul perché: perché le storie videoludiche ci colpiscono? Come sono strutturate? Cosa le distingue dal modo di raccontare che vediamo in altri media – dove di solito siamo testimoni, anziché attori attivi come nel gaming?
Mi sono anche divertita ad approfondire il confronto tra ludologi e narratologi: chi ritiene che debba venire prima di tutto l’esperienza ludica, chi quella narrativa. Come vedrete nel libro, penso che in realtà il videogioco dia il meglio quando riesce nel difficilissimo compito di mettere in equilibrio entrambe le anime.
Poi si passa al come: come raccontano? Propongo l’analisi di diversi esempi di titoli che raccontano in modo peculiare o riconoscibile, toccando trovate come la rottura della quarta parete, la rappresentazione della perdita (di qualcuno o della vita così come la si conosceva), la rimediazione cinematografica, l’uso delle interfacce per raccontare. I videogiochi offrono tantissimi spunti e anche i piccoli dettagli – perfino un manifesto affisso in una parete in The Last of Us – raccontano qualcosa e contribuiscono al coinvolgimento narrativo.
Perché parlare di questi temi?
Perché spesso perfino il videogioco spesso sottovaluta il potenziale narrativo che può esprimere. Quando giochiamo, sappiamo che quello che succede dentro il videogioco è per finta, è virtuale. Quello che però invece succede dentro di noi è reale, intrigante, rivelatorio: riflessioni, reazioni, emozioni, modi di trovare soluzioni – un videogioco narrativamente coinvolgente è uno specchio che ci permette di guardarci in modo unico e di scoprire qualcosa di più su noi stessi, su come ci emozioniamo, come affrontiamo gli ostacoli.
Penso sia un tema di cui vale la pena parlare – e il libro è strutturato a suo modo come un romanzo: ha un Prologo e un Epilogo. E, dall’uno all’altro, arriva a sottolineare com’è che i videogiochi raccontano e riescono a cambiarci la vita, un momento di feels alla volta.
Ma quindi è un libro pieno di spoiler dai videogiochi?
In realtà no! Se non strettamente necessari, ho evitato spoiler brutali da molti giochi, perché volevo che il lettore potesse fruirli anche dopo averli scoperti attraverso il libro.
E, da paranoica degli spoiler, ho fatto in modo che all’inizio di ogni paragrafo in cui effettivamente uno spoiler c’è, sia anticipato da un apposito avviso, che riporta da qualche gioco ci saranno anticipazioni. Così non ci sono rischi!
Altre cose utili
Ludonarrazioni si può acquistare nelle librerie online o in quella che avete sotto casa. Le ho raccolte qui oppure potete vederle sul sito dell’editore. È pubblicato da Edizioni Unicopli nella Collana WIPE, diretta da Luca Porro e volta a divulgare il videogioco in modi nuovi e più capillari, anche nella letteratura idealmente “accademica”.
È lungo 208 pagine, diviso in tante sezioni che rendono agevole anche la lettura a piccoli morsi (niente wall-of-text con note a pie’ di pagine interminabili) e ha una bellissima copertina realizzata dall’artista Giorgia Tarrufi. La prefazione è firmata dal critico Domenico Musicò.
È un libro che praticamente si è scritto da solo: quando mi sono messa alla tastiera con davanti i miei appunti, le dita hanno iniziato a correre per riversare quei pensieri e quell’amore nelle pagine bianche che si riempivano.
L’editore lo descrive così:
“Il testo esplora la narrazione videoludica come luogo di senso, dove la storia non è raccontata ma esperita dal giocatore. Il videogioco viene visto come ambiente narrativo immersivo, che coinvolge corpo, emozione, attenzione e presenza. Il videogioco non è solo svago o intrattenimento, ma può diventare spazio di salvezza simbolica, un luogo dove il soggetto si rigenera, si riconnette, si riscrive.
Fortemente intriso dell’esperienza personale dell’autrice che non usa un linguaggio tecnico e si discosta da descrizioni specialistiche e dal confronto con le teorie della narrazione più generali. Il testo si colloca in una prospettiva di estetica del videogioco”.
Io lo riassumo così:
“Ludonarrazioni è una lettera d’amore al potere trasformativo del videogioco: vi racconto quanto potenziale c’è nel suo racconto – un potenziale di cui a volte nemmeno il videogioco stesso si rende conto – perché ci sono opere che sono capaci di cambiare la vita di chi le fruisce, di creare dei ricordi universali che entrano a far parte delle nostre esistenze.
Parliamo di come il videogame incastra ludologia e narratologia, dell’evoluzione compiuta dalle storie videoludiche, di alcuni degli schemi narrativi più interessanti che il medium utilizza per veicolare le sue storie. E apro una porticina per svelarvi, anche da un punto di vista personale, come i videogiochi raccontano e ci cambiano la vita”.
Grazie a chi deciderà di leggerlo, supportando il mio lavoro e quello di divulgazione operato da WIPE! 💛
NarraTahva è una newsletter senza periodicità, in cui mi occupo di narrazione nei videogiochi, di game culture e di games industry.
Se ti piace quello che faccio e vuoi supportare il mio lavoro, puoi farlo tramite Ko-Fi o acquistando il mio libro. Grazie! 🫶🏻






Non vedo l'ora di leggerlo! Alla fine ciò che mi avevi anticipato è arrivato alla fine. Sono davvero contento per questo tuo traguardo e non immagino la gioia che si prova quando si pubblica il proprio libro, soprattutto se è il primo! Spero anch'io, un giorno, di pubblicare un mio saggio/libro a tema cinema però (l'argomento sarebbe la filmografia delle sorelle Wachowski, le mie registe preferite). In bocca a lupo per le vendite e ti auguro di proseguire al meglio con futuri libri. A presto!