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Avatar di Gianluca 90
Mar 2Modificato

Gran bell'articolo. FFXVI ha svariati problemi indubbiamente, ma a mio avviso non è stato compreso a dovere da gran parte dei giocatori, e tutti si sono limitati a puntare il dito sulle varie problematiche di gameplay, dimenticando totalmente i punti forti, quali la narrativa, i personaggi, le tematiche, la spettacolarità incredibile di vari momenti.

Il combat system inoltre è molto sottovalutato, e molti non capiscono che il problema è più nel bilanciamento della difficoltà che nel combat in sé, che offre varie possibilità anche senza scomodare le abilità con cooldown (ma nessuno lo sa 😅). Il problema più grande secondo me è il ritmo, ci sono delle fasi obbligatorie paragonabili alle peggiori subquest di un mmo, e le subquest sono troppe e ripetitive a livello di meccaniche.

Inoltre, la mancanza di componenti RPG di peso e item veramente utili, rende inutile l'esplorazione delle mappe, se non per cercare i bersagli delle cacce.

Diciamo che sono stati fatti vari errori grossolani, ma ciò non toglie che il gioco ha una sua anima e dei punti di forza secondo me enormi, e mi ha fatto emozionare e coinvolgere come non succedeva dai tempi di FFX (il XII mi piace ma non mi ha coinvolto/emozionato così tanto).

Probabilmente è il FF meno FF di tutti, ma al contempo è l'unico degli ultimi 20 anni che mi ha fatto emozionare come solo FF riusciva a fare un tempo.

Avatar di Stefano

Ciao Stefania, non appena sono arrivato a questo punto della lettura:

"Così esattamente come l’aristocrazia ritiene che chi non ha i suoi stessi diritti di nascita debba esserle inferiore, allo stesso tempo le persone comuni, i “peasant” trattano proprio nel medesimo modo – e anche peggio – i Portatori. Tutto è basato su come sei nato, quello ci dice che vita sei destinato a fare."

non ho potuto fare a meno di pensare a loro - alle popolazioni Romanì (rom, sinti, kalé, romanichals) - e a come non solo la nostra, ma anche le altre società europee li percepiscano.

Tuttavia, leggendo oltre, noto che cogli quel pensiero che mi ha portato a pensare ai Romanì, ossia a quelli che percepiamo come "più disperati di noi" e - badate bene - PERCEPIAMO:

"anche qui le persone comuni con i paraocchi se la prendono con i Portatori più disperati di loro, in grottesche gare di invidia sociale tra chi ha giusto l’indispensabile per sopravvivere (o neanche quello). E anche qui quei Portatori in realtà hanno spesso più talenti di chi li deumanizza, ma non hanno semplicemente la possibilità di esprimerli – perché sono nati in una condizione che non glielo ha permesso."

A mio avviso, il concetto chiave è la percezione.

Infatti quando scrivi:

"più giochiamo e andiamo avanti, peggio riduciamo il mondo che vorremmo salvare."

io credo che questo peggio, anche nella realtà, sia soltanto percepito. È un po' difficile da spiegare perché, chiaramente, prendendo spunto dall'esempio che citi: se non hai più quel tipo di potere per accendere un camino... come lo accendi da ora in poi?

Ecco, io non lo vedrei come un peggioramento tout court- per me è un cambio di metodo. Anzi, è un'opportunità di cambiamento di metodo. E, in verità, il non sfruttare più degli esseri umani, disumanizzandoli, per fargli fare questa o quella data mansione, è un grandissimo miglioramento per tutta la società umana, a mio parere!

Continuando a leggere mi sovviene una sola domanda, a cui penso di dover riflettere ancora a lungo per trovare una risposta (sempre se possa essercene una), e te la vorrei porre:

secondo te, Stefania, nella nostra realtà, chi sono le "scheggie impazzite", i "Dominanti"?

Forse i nostri capi di governo?.... non so, il mio istinto mi dice che c'è una scheggia impazzita in ognuno di noi. Una grande RESPONSABILITÀ dietro ogni nostra singola scelta, azione e reazione quotidiana…

Magari, quando affermi "Le tue azioni sono ciò che conta" oppure "la possibilità di scegliere, la volontà, sono tutto ciò che realmente abbiamo", penso che stai parlando dello stesso ragionamento che sto cercando di tirar fuori con questo lungo commento - scaturito grazie alla tua stupenda recensione sul gioco - ma con parole diverse.

Giustamente poi, quando dici "Tutto è in pace, tutto è sereno. Facile, se praticamente non c’è vita." (commento altissimo, degno del tuo stile!❤️) mi viene in mente che è proprio così… elavarsi sopra tutti, farsi Dio, per distruggere tutto… compresa quella RESPONSABILITÀ di cui parlavo più su. Troppo facile - hai ragione!

E dunque, concludendo: "Senza il potenziale che ti tirano fuori le persone che ti vogliono bene, vedi solo un pezzetto di te. E magari non è nemmeno il pezzetto migliore." Sì, si può stare soli per un po' in questa vita, anche a più riprese, ma dopo un po' "la vacanza" deve finire e bisogna tornare ad instaurare legami con gli altri. Legami umani che, attualmente credo, siano ciò che più permetta al nostro io di toccare il "divino", inteso come "il tutto", e non come "il solo, in mezzo al nulla".

Sono grato per il legame che tu, Stefania, instauri con noi, tuoi lettori e fan, attraverso i tuoi ragionamenti. FFXVI? Un vero capolavoro. Soprattutto se letto con l'aiuto delle tue "lenti".

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