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Avatar di Vitoiuvara

Io credo che Nintendo invece non ne faccia un discorso di "quantità", ma di durata. Mario Kart non costa di più perché è più grande di Bananza, ma perché è destinato a girare sulla tua console per anni. Se non mi sbaglio, e caspita se posso farlo, è più facile che costino di più il nuovo Smash o il nuovo Animal Crossing invece del nuovo Mario.

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Ciao Tahva, ciao Valentino! Siamo su Spaziogames? ;)

Ne approfitto per farvi gli auguri di Buone Feste, e da uno che è stato "bambino-col-Nintendo", poi "ragazzo-col-Nintendo", e infine "uomo-col-Nintendo", vi lascio i miei two cents sulla questione.

Storicamente, Nintendo tende a fare due cose antipatiche: adagiarsi sugli allori quando commercialmente gira bene, e abbandonare la nave che affonda quando invece butta male.

Sia il Gamecube che il Wii U sono stati abbandonati al loro triste destino, ricevendo uno scarno e debole supporto first-party nei loro anni finali, una volta accertato il loro fallimento.

All'epoca del declino del Cubo ero un "adolescente-col-Nintendo"; finiti i primi, ottimi due anni (2002 e 2003), il panorama desolante mi spinse a risparmiare per procurarmi una PS2: diventai ufficialmente un giocatore multipiattaforma.

Ma è anche nei periodi di prosperità che Nintendo tende ad addormentarsi: il disastroso progetto Wii U è stato concepito durante la gloria del Wii. Anche con 3DS, venendo dal trionfo commerciale del DS, Nintendo stava per combinare danni: con un prezzo iniziale eccessivo ed una line-up di lancio debole, la console partì malissimo, salvandosi in corner solo grazie ad un repentino price-drop.

A questo giro, Switch è andato talmente bene che il suo successo si sta trasferendo su Switch 2 senza soluzione di continuità (per inerzia, un po' come il passaggio da PS4 a PS5), ma i segnali del tipico impigrimento di Nintendo nei momenti positivi sono evidenti.

In virtù di ciò, ecco il punto su cui dissento da Valentino: non mi è sembrato che "Switch ha fatto uscire un gioco identitario al mese per otto anni".

Dopo l'annus mirabilis 2017, il successo ha come al solito impoltronito Nintendo, che per il resto della generazione Switch ha proposto prevalentemente remaster, remake, seguiti pedissequi e filler assortiti. Persino Zelda: Tears Of The Kingdom, per quanto i suoi sistemi fossero mind-blowing, proponeva decisamente troppo pochi asset nuovi in proporzione ai biblici tempi di sviluppo.

Per Switch 2 ci si augurava, dopo un'attesa che è sembrata interminabile, un anno di lancio simile al 2017, che potesse sancire la fine del clima di stagnazione che ha caratterizzato gli ultimi anni di Switch.

E invece ci ritroviamo con una line-up mediocre, un quarantesimo anniversario di Mario disonorato, e un deprimente Metroid Prime 4 che funge da emblema della cocente delusione.

L'unica nota positiva dell'annata è l'eccezionale DK Bananza, che fa sperare in un futuro più roseo.

Ma con Nintendo ci vuole molta, molta pazienza.

Il timore è che quando arriverà il nuovo annus mirabilis, o almeno il nuovo Mario 3D, da "uomini-col-Nintendo" saremo ormai diventati "anziani-col-Nintendo".

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