E se nei gironi infernali ci fossero i personaggi dei videogiochi?
Mi sono tuffata tra le pagine di "Aurora Inferni", l'esperimento narrativo di Ilaria Gentili che prende il modello della Divina Commedia e lo rideclina nei mondi (e nell'industria) dei videogiochi.
📚 Questa è un’uscita di Biblioludens, la rubrica di game culture di Videoludens.it in cui parlo di libri a tema videogiochi, per aiutarvi a scoprirne di nuovi.
La stravaganza di quell’idea mi ha colpito subito. Quando, qualche mese fa, Ilaria Gentili ha presentato Aurora Inferni per la prima volta, mi sono domandata come le fosse venuto in mente di mescolare la struttura della Divina Commedia ai mondi e l’industria dei videogiochi.
Effettivamente, nel pensare comune è come se si mescolassero sacro e profano, arte elevata e “opere da consumare” – difficile convincere i più scettici che i videogiochi siano a loro volta una forma espressiva e artistica, dopotutto, se a fare di tutto per boicottare questa visione sono i produttori dei videogiochi stessi.
Gentili, però, ha reso quei videogiochi ciò che per Dante era il mondo che lo circondava: sono il cuore di una reinterpretazione in chiave videoludica della sua discesa, di canto in canto, con il Sommo Poeta sostituito dalla Viandante e Virgilio che ha qui le fattezze di Amelie, la donna-che-tutto-può della saga Death Stranding.
Follia o idea geniale? Secondo me, un po’ entrambe, come si confà alle opere creative che non hanno paura di sperimentare.
Aurora Inferni, di Ilaria Gentili
Fa bene, WIPE, a raccontare Aurora Inferni come un peculiare esperimento di scrittura creativa: il volume di Ilaria Gentili si piazza a metà tra il saggio e il romanzo, mescola la narrativa del viaggio della Viandante all’analisi lucida, a tratti anche brutale, di tutto ciò che ruota intorno ai videogiochi.
Mentre la protagonista si imbatte nei personaggi di diverse opere videoludiche, finiti a scontare il loro eterno castigo per motivi che vengono sempre affrontati nella sezione di lore dei singoli canti (che ogni volta fa seguito al capitolo vero e proprio), i temi che si toccano sono i più diversi.
Ci sono quelli morali, umani ed etici; ci sono quelli che riguardano un’industria che affoga nella sua ingordigia; ci sono quelli che riflettono sul mondo della content creation videoludica, sull’editoria, sul videogioco che diventa leva per mostrare se stessi e non più l’opposto, sulle realtà che mettono la carota davanti al naso degli innocenti conigli che sognavano solo di lavorare con i videogiochi.
“La parte narrativa e quella di analisi saggistica cercano di tenersi in equilibrio l’un l’altra, risultando in un viaggio peculiare, che non somiglia a niente che abbia mai letto prima a tema videogioco”.
Da un canto all’altro, Aurora Inferni sfiora tutto – a volte con una pennellata d’acquerello, a volte con una scudisciata decisa. Il quadro che emerge è davvero particolare: la narrazione è fatta per cerchi concentrici (non poteva essere altrimenti, dato che è di gironi infernali che parliamo) e apre di continuo piccole porte di riflessione – che vengono arricchite dall’interpretazione dell’autrice, prima di essere affidate al lettore. Cosa abbiamo appena letto? Cosa pensiamo ne stia ricavando la Viandante? E, soprattutto, cosa pensiamo di ricavarne noi?
La parte narrativa e quella di analisi saggistica cercano di tenersi in equilibrio l’un l’altra, risultando in un viaggio peculiare, che non somiglia a niente che abbia mai letto prima a tema videogioco – lontanissimo da quei saggi che spesso si specchiano nella loro ampollosità accademica.



Non è un libro facile da strutturare né da vivere: se sei preso dalla parte narrativa, devi tenere conto che viene intramezzata da quella di lore. Se sei preso da quella di lore, diventa vero l’opposto.
Eppure, soprattutto nelle sequenze in cui Gentili riesce a collegare efficacemente le tappe del viaggio della Viandante lungo canti immediatamente consecutivi (una su tutte, senza fare spoiler, la sequenza che coinvolge Clair Obscur: Expedition 33 e Shadow of the Colossus), le due facce di Aurora Inferni si incastrano molto bene e si entra nel loop di una pagina che tira l’altra.
Così, torniamo a casa con un viaggio dell’eroina che non è costruito con i canoni classici, che non ha un conflitto da affrontare o un vero nemico da sconfiggere – se non la sua auto-consapevolezza, la sua accettazione di sé, il rendersi conto delle sue possibilità. Un po’ come per i videogiochi.
Si emerge dalle ultime pagine con un quadro ricco di temi che i personaggi dei videogiochi incarnano, di ciò che la loro creazione comporta, di ciò che la loro comunicazione implica. Con davanti i pregi, le contraddizioni e le potenzialità del videogioco come industria e come mezzo espressivo, in una riflessione travestita da quest lungo gli inferi.
Una lettura interessante, particolare e unica, che ha dovuto (voluto) ritagliare la sua misura all’interno dello schema dantesco – e in cui di certo vi divertirete anche a contare i personaggi che riconoscerete correttamente, ancora prima che vengano spiegati dalla sezione di lore.
🔍 Chi dovrebbe leggerlo
Chi ama riflettere soprattutto sui significati dei personaggi e dei temi che ha incontrato nei videogiochi;
Chi cerca un’opera di approfondimento videoludico diversa da tutte le altre, unica per approccio ibrido e struttura.
Informazioni bibliografiche
Titolo: Aurora Inferni
Autrice: Ilaria Gentili (Shasam)
Editore: Unicopli (collana WIPE)
Pagine: 374
Prezzo di listino: 20 euro
Uscita: 28 febbraio 2026
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