13 Commenti
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Avatar di Luigi Calisi

Grazie per la bella riflessione, che condivido in pieno. Da un paio d'anni ho cominciato a rallentare per sfuggire alla tirannia della FOMO, un percorso che, tra le altre cose, mi ha portato ad abbandonare i social network. Oggi scelgo i miei consumi mediatici libero da condizionamenti o pressioni, e va benissimo così.

Nel caso dei videogiochi, poi, la mia storia è particolare: ho ripreso questa passione dopo una pausa di oltre quindici anni, quindi il backlog potenziale di titoli che vorrei recuperare fa davvero paura. Ho deciso però di andare al mio passo, in base al tempo che posso dedicargli e alle inclinazioni del momento: per dire, il mese scorso ho giocato al primo Assassin's Creed (quello del 2007) perché non lo avevo mai provato, e adesso sto (ri)giocando a FFIX in occasione dei suoi venticinque anni, semplicemente perché mi va. E' il modo migliore che ho trovato per godermi la passione senza scorie tossiche.

PS: in bocca al lupo per il tuo nuovo percorso, sarà un piacere leggerti più spesso da queste parti!

Avatar di Stefania Sperandio

Grazie Luigi! Direi che è assolutamente l'approccio che meglio valorizza l'esperienza di gioco in sé: non lo fai perché è appena uscito, perché ti ha bombardato il marketing, perché ne parlano tutti sui social – lo fai perché vuoi giocarlo. Sembra un concetto banale, ma direi che le statistiche ci suggeriscono che non è così...

Grazie per il supporto, un abbraccio!

Avatar di Digirorth

Questo articolo mi rassicura sul fatto che non sono solo.

Per deformazione professionale, cerco di tenere traccia di tutti i giochi che possiedo nei vari store in un foglio excel.

Se oltre alla libreria di steam, inseriamo anche i giochi riscattati gratuitamente su Epic Games Store e GOG, otteniamo un megalistone di oltre 1500 e passa giochi e la cosa genera mi genera parecchia ansia e stress emotivo.

Specialmente se di quei videogiochi si vuol parlare, scrivere o si vuol fare un video al riguardo, per non parlare del completismo e del relativo 100% per ognuno di essi.

Insomma, tocca inventare la clonazione, altrimenti credo che questa vita non basti per giocare tutto ciò che è già in nostro possesso.

Avatar di Stefania Sperandio

Libreria dei giochi Steam da lasciare assolutamente in eredità, non basteranno 2-3 vite a giocare tutto :D

Avatar di KHORUS WAR

Ultimamente ho cambiato rotta, non faccio piu il preorder anche se le CE o i gadget mi attirano, aspetto di avere tempo per giocarlo e se possibile un offerta. Ora devo finire l’ultimo dragon age, mi piace la saga anche se il combat è pessimo, poi star wars Outland che non volevo comprare fino a quando non ho giocato alla demo ultimo ma non ultimo Nexus Scarlet poi si vedrà, tra un titolo e l’altro magari ci infilo qualche free to play come passatempo perché magari non ho il tempo per una sessione completa di gioco.

Una sessione dove la storia che il gioco racconta deve riuscire a farmi sognare.

Avatar di Massimo

Io sono uno di questi, e c'é un altro elemento che non hai segnalato: il collezionismo, ovvero la voglia di AVERE il gioco in libreria (anche digitale) anche se magari non lo giocheró mai.

Avatar di Stefania Sperandio

Grazie per il commento, Massimo, effettivamente non avevo pensato al collezionismo digitale :)

Avatar di Fra.Pro81

Ciao Stefania,

Io posso darti il feedback di quelli che sono nel range degli estremi. Io non ho nessun gioco che non volevo giocare, però ne ho diversi che avrei voluto dare indietro dopo millemila bestemmie perché non erano come mi aspettavo. Clair Obscure è in cima alla lista a pari merito con FFXVI. Sono stati gli unici acquisti fatti mettendo da parte il mio giudizio. Magari può sembrare di parte perché le informazioni sui titoli le prendo quasi esclusivamente da te e Spaziogames, a parte questo senza avere almeno l’80% delle informazioni su un titolo non lo compro. Che sia sconto o bundle, è irrilevante. Questo è il mio modus operandi.

Avatar di Shiruz

Mio dio stai parlando di me! Mi ritrovo in tutti i punti soprattutto quante volte vado in crisi in periodi che so di avere un po' di tempo da dedicare ai videogiochi ma non riesco a decidermi a quale dedicarmi perché sceglierne uno vuol dire comunque escludere gli altri! Ci vogliono le giornate da 72 ore!

Avatar di Stefania Sperandio

Le giornate da 72 ore vanno votate come soluzione ideale per un sacco di cose, in effetti :D

Avatar di Giulia Picciau

La copia di God of War Hits che giace davanti alla mia TV dal 2020 avrebbe un sacco di cose da dire se solo potesse parlare

Avatar di GamerNihilist

Quando ero adolescente non ero affatto afflitto da questa piaga del comprare e accumulare videogiochi senza giocare. La mia capacità di spesa era molto ridotta (i miei mi davano una sola ricarica ogni tot mesi e quella dovevo far bastare), quindi ogni acquisto andava dosato col contagocce, consapevole che avrei giocato pochi giochi ogni anno.

Tuttavia, tolta la componente della disponibilità monetaria, non mi piaceva sprecare soldi per un videogioco che sapevo che non avrei mai giocato. Inoltre, a me piace fare una cosa per volta (come nella vita), quindi prima acquisto UN videogioco e poi una volta che l'ho completato/saturato passo al prossimo.

Insomma, non mi piaceva avere una dispersione di titoli "ammuffiti" nella mia libreria Steam e avviare più giochi contemporaneamente; al massimo giocavo a un videogioco singleplayer e uno multiplayer distinguendo gaming con amici e gaming solitario. Il caos di giocare a più cose contemporaneamente, per poi mollare, non faceva a caso mio perché a tratti era disturbante.

Tutto ciò, però, è cambiato con l'età adulta quando la mia capacità di spesa è aumentata. Più che essere colpito dalla FOMO (tolte le eccezioni di Dispatch e Silksong), ho cominciato a essere preda della scontistica consumistica di Steam - e affini - sui videogiochi del passato. E' in sconto a un prezzo stracciato? Ottimo, devo assolutamente comprarlo, poi lo giocherò (spoiler: alcuni videogiochi sono in libreria da 3 anni e forse faranno 5 anni se continuerò con questo trend).

Insomma, ciò che ripudiavo fino a qualche anno fa, adesso lo pratico quasi in modo ossessivo-compulsivo. Dei giochi che ho comprato negli ultimi 2 anni - una settantina- ne avrò giocati una ventina. Su Steam ho contato che ho 52 titoli giocati vs 38 non giocati. Rimane positivo il bilancio, ma resta un gap spaventoso per come ero abituato in passato come "formica". Ora invece sono diventato una "cicala" che compra appena vede uno sconto interessante e poi si dice tra sé e sé "lo giocherò", consapevole che lo giocherò chissà tra quanto quando avrò più tempo e voglia.

A volte, però, accade in maniera inaspettata anche l'opposto: mi dico tra me e me "dai sto Hollow Knight proviamolo un paio di ore, poi lo giocherò con più calma più avanti". Cos'è successo alla fine? Quasi platinato il gioco con 100 ore sul groppone. Qualche volta, infatti, mi capita di fermarmi e di procedere con parsimonia nel recuperare la montagna di giochi accumulati; ma a volte un videogame mi prende così tanto che poi finisco col finirlo del tutto. Insomma, a volte un acquisto impusivo mi porta a stravolgere completamente l'organizzazione del mio tempo e a giocare seriamente il titolo appena acquistato.

Ciò che mi porta a procrastinare nel giocare a certi titoli è sicuramente la loro lunga durata. Dato che la mia vità è molto più indaffarata rispetto a quando ero adolscente, il poco tempo che ho a disposizione devo usarlo per i videogiochi che più mi preme giocare e che non durino eccessivamente. Il 90% dei miei nuovi acquisti, però, li ho provati per qualche ora per vedere come erano fatti, tipo The Witcher 3 con una "prova" di 40 ore XD. Ma rimane comunque il senso di colpa: li sto testando, li sto assagiando, ma non li sto veramente giocando. Ormai ho così tanti acquisti sullo scaffale che a volte mi sale l'angoscia di dover sbrogliare la matassa. Ma a una certa mi son detto "vediamo il lato positivo di tutto questo".

Ho deciso che, sia per impegni di vita, sia per la mole di videogiochi accumulata (con God of War e Doom sono arrivato alla bellezza di 98 titoli su Steam), devo razionare il mio inventario di giochi in base alla loro durata e complessità nel gameplay: prima devo finire gli indie brevi e story driven, poi i doppia A di media durata e, infine, i tripla A di lunga durata. Ovviamente il recupero di titoli non deve essere meccanico basato su delle statistiche scritte su una tabella Excel: giocherò in base alle sensazioni del momento, a ciò che avrò voglia di approfondire - tutti i giochi acquistati mi interessano molto, salvo qualche eccezione - e, se arriverà un titolo "FOMO", trend del momento che mi preme acquistare, lo dovrò prendere solo e soltanto se sono sicuro al 200% di giocarlo e finirlo nell'esatto momento in cui lo comprerò (GTA VI in primis).

Insomma, come hai scritto nell'articolo, occorre rallentare e goderci ciò che vogliamo fare sul momento: ora ho un botto di titoli storici da recuperare e so come scaglionarli, senza dovermi deprimere guardando alla cima della montagna del Tempo. Si scalerà pian piano, gradino per gradino, l'immenso catologo accumulato. Si partirà dal videogioco più piccolo per arrivare a quello più grande. Non importa tra quanti anni: l'importante è godersi il momento, come adesso le mie 56 ore su Outer Wilds dopo averlo acquistato 2 anni fa. Come si dice qui da noi in Italia: meglio tardi che mai ;)

Avatar di Rosario Sannino

Io cerco di darmi un metodo, pochi ma buoni e se sono "in difficoltà" faccio delle liste.

Ho ancora tanti giochi PS4 da giocare essendo stata una gen straordinaria e quelli ad esempio mi sono promesso di giocarli solo dopo aver preso per sfizio una PS4 Pro.

Insomma mi do una guida in modo da non incasinarmi, perchè avere tanto backlog mi dà parecchio fastidio e non mi fa godere appieno il gioco che sto giocando