4 Commenti
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Avatar di Psicodeflativx
2dModificato

Analisi molto interessante, Tahva.

Tuttavia, non ti nego che talvolta mi chiedo se oggi questa percezione sia ancora esistente o se derivi piuttosto dal nostro retaggio generazionale più che da una realtà concreta. Se mi guardo intorno, vedo un dibattito che è egemonizzato da persone molto adulte che parlano a un pubblico tutt'altro che infantile o adolescenziale. Forse ci affanniamo a difenderci dagli spettri del passato - sensatamente, sia chiaro - mentre il problema è interno, ossia dentro alla stessa comunità videoludica. Per esempio, mi sembra preponderata una lettura semplicistica del mezzo espressivo videoludico da parte dei giocatori stessi, che tendono a offrire al massimo una visione escapista del medium, senza mai ingaggiarlo sul piano intellettuale, politico, sociale e così via. Da qui, per esempio, la difficoltà di superare lìampasse dell'opinione come "scheda tecnica" e non come possibile ritaglio concettuale sull'opera - quest'ultimo, invece, è un approccio che caratterizza molto di ciò che diffondi su internet, quindi dimostri che, in una certa misura, una lettura alternativa è possibile.

Anche il dibattito segue le stesse direttrici e quindi non sorprendono le grottesche torsioni che l'affaire "conflitto d'interessi" ha assunto, come se fosse un problema nato due anni fa e come se non si ponesse da decenni in ogni modello di società sovrapponibile al nostro. Questa percezione che definirei eccezionalista - ossia del videogioco come astorico - è la sfida che, come appassionate e appassionati, forse occorre guardare negli occhi

Avatar di Stefania Sperandio

Grazie a te per questo commento interessantissimo!

Mi piacerebbe molto che fosse una sorta di retaggio del passato, ma purtroppo non è ancora così. Vero che la cosa è molto meno diffusa di quando ero adolescente, ad esempio - complice anche il fatto che, come dicevi, ora è più comune vedere proprio adulti che parlano di videogioco, anche banalmente in televisione (che è un mezzo con cui chi di solito fa un po' di resistenza al gioco adulto ha molta familiarità).

Mi hai dato spunti interessantissimi su quanto i videogiocatori stessi non riescono a fare per la dignità del videogioco: uno dei commenti che più mi ha colpito in tanti anni di articoli, anni fa, fu un utente che pur essendo abbastanza appassionato da venirsi a leggere una testa specializzata, commentò un articolo che parlava di significati e rappresentazioni nel videogioco con «ma chi se ne frega, i videogiochi facciano i videogiochi». Mi fece molto riflettere, perché era un modo di squalificare proprio il piano intellettuale del videogioco a cui facevi riferimento, come se "fare il videogioco" si possa tradurre solo in divertimento a cervello spento, e basta.

È una bella sfida da affrontare, ma chissà - una piccola riflessione alla volta, anche solo con quel poco di visibilità che abbiamo, riusciremo a normalizzare anche un approccio che vada oltre alla "digitalfoundrizzazione" del discorso videoludico. Ci vorrà un bel po' ma, come si dice, anche l'oceano è fatto di piccole gocce... 🥹

Avatar di Luigi Calisi

Grazie per questo articolo e per tutto il lavoro e le riflessioni che ci sono dietro

Avatar di GamerTide

Hai fatto una analisi molto interessante, complimenti!