7 Commenti
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Avatar di Psicodeflativx

Analisi molto interessante, Tahva.

Tuttavia, non ti nego che talvolta mi chiedo se oggi questa percezione sia ancora esistente o se derivi piuttosto dal nostro retaggio generazionale più che da una realtà concreta. Se mi guardo intorno, vedo un dibattito che è egemonizzato da persone molto adulte che parlano a un pubblico tutt'altro che infantile o adolescenziale. Forse ci affanniamo a difenderci dagli spettri del passato - sensatamente, sia chiaro - mentre il problema è interno, ossia dentro alla stessa comunità videoludica. Per esempio, mi sembra preponderata una lettura semplicistica del mezzo espressivo videoludico da parte dei giocatori stessi, che tendono a offrire al massimo una visione escapista del medium, senza mai ingaggiarlo sul piano intellettuale, politico, sociale e così via. Da qui, per esempio, la difficoltà di superare lìampasse dell'opinione come "scheda tecnica" e non come possibile ritaglio concettuale sull'opera - quest'ultimo, invece, è un approccio che caratterizza molto di ciò che diffondi su internet, quindi dimostri che, in una certa misura, una lettura alternativa è possibile.

Anche il dibattito segue le stesse direttrici e quindi non sorprendono le grottesche torsioni che l'affaire "conflitto d'interessi" ha assunto, come se fosse un problema nato due anni fa e come se non si ponesse da decenni in ogni modello di società sovrapponibile al nostro. Questa percezione che definirei eccezionalista - ossia del videogioco come astorico - è la sfida che, come appassionate e appassionati, forse occorre guardare negli occhi

Avatar di Stefania Sperandio

Grazie a te per questo commento interessantissimo!

Mi piacerebbe molto che fosse una sorta di retaggio del passato, ma purtroppo non è ancora così. Vero che la cosa è molto meno diffusa di quando ero adolescente, ad esempio - complice anche il fatto che, come dicevi, ora è più comune vedere proprio adulti che parlano di videogioco, anche banalmente in televisione (che è un mezzo con cui chi di solito fa un po' di resistenza al gioco adulto ha molta familiarità).

Mi hai dato spunti interessantissimi su quanto i videogiocatori stessi non riescono a fare per la dignità del videogioco: uno dei commenti che più mi ha colpito in tanti anni di articoli, anni fa, fu un utente che pur essendo abbastanza appassionato da venirsi a leggere una testa specializzata, commentò un articolo che parlava di significati e rappresentazioni nel videogioco con «ma chi se ne frega, i videogiochi facciano i videogiochi». Mi fece molto riflettere, perché era un modo di squalificare proprio il piano intellettuale del videogioco a cui facevi riferimento, come se "fare il videogioco" si possa tradurre solo in divertimento a cervello spento, e basta.

È una bella sfida da affrontare, ma chissà - una piccola riflessione alla volta, anche solo con quel poco di visibilità che abbiamo, riusciremo a normalizzare anche un approccio che vada oltre alla "digitalfoundrizzazione" del discorso videoludico. Ci vorrà un bel po' ma, come si dice, anche l'oceano è fatto di piccole gocce... 🥹

Avatar di Luigi Calisi

Grazie per questo articolo e per tutto il lavoro e le riflessioni che ci sono dietro

Avatar di GamerTide

Hai fatto una analisi molto interessante, complimenti!

Avatar di Lorenzo Strambi

Bellissimo articolo, brava Stefania. Prima o poi troverò il coraggio e le parole per raccontare quanto il videogioco mi abbia aiutato ad affrontare la malattia e la perdita di mia figlia...

Avatar di Simone Zanella

Brava 👏🏻 da prof posso dirti che ho sempre puntato molto su attività sui videogiochi proprio per lavorare su skill che oggi mancano ai ragazzi, come problem solving e pensiero laterale ad esempio, o anche solo la tolleranza alla frustrazione, andando a pescare nel mondo dei videogiochi "classici" (Avventura nel castello, Monkey Island, giusto per dare un filone di partenza), ho tenuto molti corsi per colleghi su metodologie didattiche e ho vinto gli scetticismi iniziali semplicemente facendoli giocare e provare. Una precisazione: io insegno informatica, ma i docenti che ho ai miei corsi sono prevalentemente delle aree umanistiche, e sono quelli che quando "capiscono" ne rimangono più affascinati. Chi snobba i videogiochi é semplicemente chi non li conosce o non li ha mai provati sul serio.

Avatar di Stefania Sperandio

Che bello sapere che anche nella didattica ci sono persone come te che fanno notare anche questo potenziale del videogioco, grazie per averlo condiviso nel commento ❤️